Mario Fagone

Cerca

Vai ai contenuti

Ultimo Atto

Fig.24Fig.25Fig.26Fig.27Fig.28Fig.29

Ritorno a Napoli

Il 20 ottobre del 1609, dopo solo otto mesi in Sicilia, Caravaggio ritornò a Napoli. Uno degli ultimi suoi quadri dipinti (per qualcuno l'ultimo) è il Davide con la testa di Golia (fig.24) da lui fatto pervenire al cardinale Borghese, suo intercessore presso Paolo V. perché voleva ottenere il tanto atteso perdono papale per poter rientrare a Roma. A Napoli ha dipinto la Negazione di San Pietro (fig. 28), il Giovane nudo di San Giovanni Battista (fig.25). All'undici di maggio risale l'ultimo documento legato a un'opera di Caravaggio: a Napoli la tela con il Martirio di Sant'Orsola (fig.27), destinata alla collezione del principe Marcantonio Doria, viene imballata e imbarcata alla volta di Genova. Frattanto, in un vicolo stretto di Napoli, persone sconosciute (i cui mandanti potrebbero essere stati i maltesi), attentano alla sua vita. In un primo momento, a Roma si diffuse la voce che Caravaggio fosse morto, ma poi si era venuto a sapere che ne era uscito indenne, ma seriamente sfigurato in faccia. Preoccupato per la sua vita, dipinse una seconda versione di Salomè con la testa del Battista (fig.26), esposta a Madrid al Palazzo Reale, (un'altra versione è esposta al National Gallery di Londra - fig.29), in cui mostra la sua testa su un vassoio, per inviarlo ad Alof de Wignacourt come un appello di clemenza per ringraziarlo e far cessare i tentativi di ucciderlo. L'ultima speranza del pittore era in ogni caso quella di poter tornare a Roma, confidando nella remissione della condanna a morte.
________________________________________________________________________________________________________________________________
Una morte tragica
Per ricevere il perdono che sembrava imminente, nell'estate del 1610, Caravaggio prese una barca diretta a Porto Ercole perché gli veniva impedito di raggiungere Roma via terra. Però l'imbarcazione venne fermata a Palo, vicino alla foce del Tevere; qui accade che il pittore viene arrestato e incarcerato, forse per uno scambio di persona, e trattenuto per due giorni, quanto bastano per fargli perdere la nave diretta a Roma e così tutti gli averi, che saranno requisiti con sospetta prontezza dal vicerè di Napoli, don Pedro Fernando de Castro. Tuttavia, non si sa come, Caravaggio raggiunse la spiaggia di Porto Ercole dove un attacco di febbre malarica, presa sulla spiaggia deserta, si rivelò fatale. Michelangelo Merisi infatti morì il 18 luglio 1610 a soli trentanove anni. La notizia della sua morte a Roma giunse solo dieci giorni dopo, il 28 luglio, e per una beffa del destino, il 31 luglio si apprese che la grazia era già stata firmata da Paolo V. In questo modo cala il sipario sulla vita profuga di un genio.
Al contrario di quasi tutti i pittori della sua epoca, Caravaggio non ha lasciato autoritratti autonomi, ma si è più di una volta identificato nei personaggi dei suoi dipinti. Possiamo riconoscere il suo viso in diversi suoi capolavori; infatti prendeva spunto da circostanze drammatiche che gli capitavano poiché, negli ultimi anni, l'anima dell'artista, a parere di alcuni studiosi, era turbata da un grave conflitto tra IO e super IO; è sintomatico che abbia potuto apportare l'unica firma della sua carriera artistica sulla
Decollazione del Battista, proprio con il rosso del sangue che zampilla dal collo sgozzato del Battista. Sembra che voglia indentificare se stesso con il Santo, quasi che abbia voluto riscattare e trasferirvi il proprio senso di colpa e il proprio desiderio di penitenza e di espiazione. I pittori di tutta Europa accettarono, l'originalità e l'arditezza del suo stile: grazie a lui era nata un'arte nuova, ma forse non ha fatto in tempo a rendersene conto.
________________________________________________________________________________________________________________________________
Problemi di attribuzione
Spesso le opere del Caravaggio di questo periodo sono caratterizzate da forti ossidazioni e da estese cadute di colore di notevoli dimensioni che rende quasi impossibile distinguere o attribuire questo o quel dipinto. Comunque a metà degli anni cinquanta del secolo scorso, era iniziata una serie di attribuzioni di tele, relativo al periodo siciliano e maltese di Michelangelo, ecco alcuni di essi: il
San Francesco penitente della pinacoteca di Cremona, il Davide con testa di Golia della Galleria Borghese, l'Annunciazione di Nancy, il Salomé con la testa del Battista nel bacile di Madrid, la Visione di San Gerolamo di Worchester, il Cristo risana gli infermi e Cristo e l'adultera, rinvenuti ambedue in collezioni private. Al periodo palermitano vengono attribuiti anche il San Francesco in meditazione di Carpinetto Romano, Cristo e l'adultera e un Ecce Homo (di collezioni private) e persino un Cavadenti del periodo maltese-siciliano-napoletano. Del soggiorno siciliano di Caravaggio, purtroppo non vi sono molti documenti scritti che possano consentire una identificazione certa. Le testimonianze più importanti sono solamente quelle di alcuni studiosi messinesi che hanno raccontato prevalentemente del soggiorno del pittore nella loro città e, nel far ciò, hanno utilizzato memorie tramandate verbalmente.
_________________________________________________________________________________________________________________________________________

Home Page | Caravaggio | Fase Giovanile | Fase Matura | Fase Tarda | Tappe siciliane | Ultimo Atto | Contatti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu