Mario Fagone

Cerca

Vai ai contenuti

Fase Giovanile

Fig.1Fig.2Fig.3Fig.4Fig.5Fig.6Fig.7Fig.8Fig.9Fig.10Fig.11

Roma agli occhi di un ragazzo lombardo

Michelangelo Merisi da Caravaggio è stato un artista attivo a Roma, Napoli, Malta e in Sicilia tra il 1593 e il 1610. Egli lasciò Milano per Roma a metà 1592 e in seguito a vari litigi e al ferimento di un ufficiale di polizia. Quando arrivò a Roma era denudato ed estremamente bisognoso, senza fissa dimora, senza approvvigionamento, e a corto di denaro. Iniziò immediatamente a cercare lavoro come assistente presso vari maestri d'arte fino a quando, qualche mese più tardi, entrò nella bottega di Giuseppe Cesari (detto Cavaliere Arpino), artista preferito da Papa Clemente VIII, dove Caravaggio aveva il preciso incarico di inserire i dettagli di fiori e frutti nelle opere del maestro. Le opere più conosciute di questo periodo sono: Un Canestro di frutta (fig.1), un Ragazzo che monda un frutto (fig.2, il suo primo dipinto conosciuto), un Ragazzo con canestro di frutta (fig.3), e il Bacchino Malato (fig.4), che presumibilmente era un autoritratto fatto durante la convalescenza da una malattia grave. Il modesto incarico ricevuto nella bottega di Cesari non lo soddisfaceva molto, tanto è vero che trovo presto una scusa per troncare ogni rapporto con lui. Infatti nel gennaio del 1594, quando finì all'ospedale, non avendo ricevuto durante la sua degenza, una sola visita da parte del Cavaliere Arpino, determinato a mettersi in proprio, lasciò definitivamente la bottega.


_________________________________________________________________________________________________________________________________________
Le prime opere romane
Da questo momento in poi, Merisi sfrutta al massimo alcune amicizie molto importanti: con il pittore Prospero Orsi, l'architetto Onofrio Longhi, e il sedicenne artista siciliano Mario Minniti. Orsi, ben avviato nella professione, lo presentò a collezionisti influenti; Longhi, più ostile, lo introdusse nel mondo delle strade rissose romane e Minniti servì come modello e, anni dopo, sarebbe stato utile nell'aiutare Caravaggio a commissioni importanti in Sicilia. Le prime opere di Michelangelo a Roma affascinarono anche i critici classicisti per i loro colori dolci e schietti e perché hanno portato, nell'ambiente chiuso del manierismo romano, una nuova corrente di colorismo lombardo-veneto. "La buona ventura" (fig.5), la sua prima composizione con più di una figura, mostra il modello-amico Mario Minniti che viene truffato da una giovane zingara. Questo tema fu abbastanza nuovo per Roma tanto da dimostrarsi estremamente influente nel corso del secolo successivo, ma non al momento, giacché Caravaggio non aveva ancora venduto praticamente nulla. Di questa composizione ne esiste un'altra versione di qualche anno dopo (fig.6), conservata al Museo del Louvre. Questi due dipinti rappresentano una inversione fondamentale nell'arte. Inoltre nei, I bari (fig.7), dove si assiste che un ragazzo non sofisticato cade vittima dei bari di carte, risulta un'opera ancora psicologicamente più complessa: è forse il suo primo vero capolavoro. Come la Buona Ventura è stato uno dei più conosciuti e imitati, infatti di questa opera ne sopravvivono oltre 50 copie. Ma ha anche attirato il patrocinio del cardinale Francesco Maria Del Monte, uno dei principali esperti d'arte di Roma.

_________________________________________________________________________________________________________________________________________

Home Page | Caravaggio | Fase Giovanile | Fase Matura | Fase Tarda | Tappe siciliane | Ultimo Atto | Contatti | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu